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LASSU' DOVE NASCE IL VENTO

Orune. una comunità si mostra

Grazia Deledda nel romanzo Colombe e sparvieri, ambientato in questo luogo, descrive l’orunese come …” segregato dal resto del mondo, in continua lotta con i suoi simili e la legge e che ama farsi giustizia da se ”... Il tempo ha contribuito a stemperare questo severo giudizio, ma non ha minimamente scalfito il carattere fiero, forte e coraggioso di queste genti, temprato dal vissuto alquanto difficile e dal perenne isolamento dovuto all'aspra morfologia del suo territorio. Il paese dei sacerdoti, dei poeti e del canto a tenore oltre che dei pastori è afflitto da una costante decrescita abitativa. Quando arrivi hai la sensazione di essere capitato nel nulla. Le strade sono vuote, molte case sono visibilmente disabitate da lungo tempo eppure ti senti osservato. Le donne escono da casa solo se necessario, i pochi bambini sono a scuola e i pastori con le loro greggi. Ma come per incantesimo quelle stesse strade si animano di vita il giorno della festa. Un’aria nuova pervade il paese, i bar si riempiono e nella piazza si forma il cerchio del ballo. Finita la festa però una grande desolazione ricade sul paese, tutto torna come prima.

Il titolo prende spunto dal già citato romanzo Colombe e sparvieri, allorchè la Deledda descrive l’ira del vento impetuoso e gelido che fischia nelle strette vie del paese e urla nella valle.

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